Comunicato
stampa n. 2
Roma,
24 maggio 2007
Gli
studenti di Pisciotta (Salerno) custodiranno la sciabola di Giuseppe Garibaldi
Venerdì
25 maggio il pronipote dell’Eroe dei Due Mondi consegnerà agli studenti
salernitani la copia della sciabola che l’Associazione Emigrati Campani in
Uruguay ha realizzato sia in ricordo del celeberrimo condottiero sia per
riscattare un antico debito nei confronti dei tre eroi che condussero la
traversata atlantica a bordo del mitico Leone di Caprera
In occasione dei festeggiamenti per il bicentenario della nascita di Giuseppe Garibaldi, una delegazione di studenti dell’Istituto Comprensivo di Pisciotta (Salerno) si recherà all’isola di Caprera per prendere in consegna dalle mani del Dr. Giuseppe Garibaldi, pronipote dell’Eroe dei Due Mondi, la copia della sciabola che l’AERCU (Associazione Emigrati Campani in Uruguay), assieme al Consolato italiano di Montevideo, ha voluto forgiare sia in ricordo del celeberrimo condottiero e patriota sia per riscattare un antico debito nei confronti dei tre eroi che avrebbero voluto portarla con loro durante la traversata atlantica a bordo della mitica goletta Leone di Caprera. Ai tempi della traversata infatti, la sfiducia della comunità italiana nell’impresa di Fondacaro e compagni impedì che la spada stessa venisse realizzata e loro affidata.

La
delegazione sarà accompagnata da Pino Veneroso, maresciallo in pensione del
Contingente Mare della Guardia di Finanza, e da Angelo Dettori, vicepresidente
di ARIE Associazione Recupero Imbarcazioni d’Epoca e consigliere di Ai.Ve.L
(Associazione Italiana Vela Latina), con cui ARIE vanta una lunga collaborazione
sul recupero della marineria legata alle Vele Latine in Sardegna. Pino Veneroso
nell’agosto 2004 insieme a Emil Kamaid e a Gabriele Vita ripercorse la rotta
del Leone di Caprera a bordo di Jutta, imbarcazione di
Il
Leone di Caprera, il cui nome è una dedica all’eroe dei due Mondi, è una
piccola baleniera protagonista di una straordinaria traversata dell'Oceano
Atlantico compiuta da tre coraggiosi e determinati marinai italiani. Il capo
della spedizione Vincenzo Fondacaro di Bagnara Calabra (Reggio Calabria), e i
suoi due compagni Orlando Grassoni di Ancona e il cilentano Pietro Troccoli di
Marina di Camerota (Salerno), partirono infatti il 3 ottobre 1880 da Montevideo
(Uruguay) alla volta dell’Europa, che raggiunsero dopo varie peripezie il 9
gennaio 1881 entrando a Las Palmas (Isole Canarie).
Il
Leone di Caprera giunse in Italia solo nel giugno del 1881, quando una nave lo
trasportò nel porto di Livorno. L’imbarcazione fu all’epoca esposta nel
laghetto della Villa Reale di Monza e successivamente all’Arsenale di Venezia.
Dal 1932 entrò a far parte del Civico Museo Navale Didattico di Milano. Nel
1953 il Leone di Caprera fu trasferito al Museo della Scienza e della Tecnologia
di Milano, dove rimase fino all’agosto del 1995, quando venne trasferito a
Marina di Camerota. Da allora l’imbarcazione, di proprietà del Comune di
Milano, Civiche Raccolte Storiche Museo del Risorgimento, è stata ricoverata ed
esposta al pubblico presso la grotta di Lentiscelle. Trasportato lo scorso marzo
a Livorno con l’aiuto della Guardia di Finanza e della Sezione Vela delle
Fiamme Gialle, attualmente il Leone si trova presso il cantiere Old Fashioned
Boats per il progetto di restauro museale concepito e promosso da ARIE e resosi
possibile grazie ai fondi messi a disposizione, attraverso il Comune di Camerota,
dal Ministero dei Beni Ambientali.
Per
ulteriori informazioni alla Stampa
Sandro Bagno, 0039.339.5089835 Email abagno@ismitalia.it
Serena
Galvani, ARIE, 0039.335.383288 Email segalva@tin.it info@arie.italia.it
www.arie-italia.it